“Disabili? No, grazie!” Gli imprenditori meritocratici gettano la maschera.

CS&L Consorzio Sociale e Provincia di Milano (Piano EMERGO) svelano chi ha creato la campagna degli “imprenditori meritocratici”. Loro non esistono. I pregiudizi sì.

Disabili? No, grazie: non sono poche le imprese che a volte, in maniera più o meno esplicita, ci rispondono così quando proponiamo loro l’inserimento mirato in organico di una persona disabile.

Per cercare di rompere il muro di silenzio eretto intorno al tema del lavoro per i disabili abbiamo pensato di creare gli “imprenditori meritocratici”: un artificio, più che una bufala. Un artificio grazie al quale siamo riusciti a dare voce e visibilità ad atteggiamenti di molte imprese che portano avanti più o meno consciamente pratiche discriminatorie.

Ma non abbiamo scelto una provocazione fine a se stessa; abbiamo dato forma e voce alla discriminazione che ogni giorno incontriamo e rischiamo di subire. Abbiamo monitorato il fenomeno ed elaborato un report per analizzare il pregiudizio contro cui le persone disabili devono combattere quotidianamente.

Per fortuna esistono anche molte imprese che collaborano con noi con successo, che accolgono inserimenti lavorativi di disabili senza per questo venir meno alle esigenze produttive ed economiche: a loro e a tutte le altre imprese che vorranno affrontare costruttivamente il tema dell’inserimento lavorativo di persone disabili è dedicato un sito web con informazioni, guide e testimonianze (rigorosamente vere) di datori di lavoro e lavoratori disabili: www.situabile.org

SCARICA il report integrale del progetto.


Chi siamo

CS&L Consorzio Sociale

CS&L Consorzio Sociale è un consorzio che raggruppa oltre 40 realtà del privato sociale (sia cooperative di tipo A che di tipo B) e che ha una propria area dedicata in maniera specifica all’inserimento lavorativo di persone in situazione di disabilità o svantaggio sociale. CS&L gestisce direttamente diversi servizi per i disabili e da anni collabora offrendo consulenze ad aziende e imprese rispetto all’assolvimento degli obblighi previsti dalla legge 68/99.

www.consorziocsel.it

Hagam – esserincomunicazione

Hagam è un’agenzia di comunicazione che progetta e realizza campagne di comunicazione sociale, offre servizi di grafica e pubblicità, di web design e web marketing.

www.esserincomunicazione.it

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Non ci sono parole per esprimere il dolore di un intero popolo. Una ferita così profonda che coinvolge ogni singolo abitante di questo pianeta bistrattato.

Alla compostezza e alla dignità del popolo giapponese, fa da contraltare il teatrino della politica italiana. Giornalisti, politici e imprenditori che si affrettano a dire che non bisogna farsi influenzare dall’ondata emotiva… che è il nucleare è sicuro. Che le centrali in Italia saranno dell’ultima generazione.

Tutto questo mi disgusta. Ogni tanto bisognerebbe avere il buon senso di stare zitti. Io mi chiedo cosa ci sia nella testa di certi uomini che vedendo quelle immagini in televisione, leggendo parole come “emergenza nucleare” siano arrivati a formulare un pensiero del tipo: “ooops… e ora come li convinco che il nucleare è fico?”

Qualche mese fa, mi ricordo che un giornalista aveva chiesto a Berlusconi: “Gli italiani hanno già votato. Gli italiani hanno già espresso la volontà di non volere il nucleare. Perché adesso dovrebbero cambiare idea?”. La risposta è stata: “La Rai, l’azienda pubblica, farà degli spot per spiegare il nucleare”.

Riflessione n°1
Lo spot è stato fatto ed è stato pure sospeso perché decisamente di parte. Guardate la bella e divertente analisi di Maddalena.

Riflessione n°2
Il nostro Presidente del Consiglio, pensa che sia sufficiente uno spot per fare accettare all’opinione pubblica qualcosa che non vuole. Le sue recenti affermazioni sulla scuola pubblica e la sua scelta di usare certi termini (“INCULCARE”) fa capire cosa pensa veramente degli italiani. Ma come biasimarlo? Il suo potere deriva dalla televisione e pensa che la televisione possa fare ogni cosa…

Ma tornando al Giappone e all’incredibile tragedia e alla paura. Sì, la paura, perché la mia televisione è accesa su Rainews24 e ogni volta che vado sull’homepage della repubblica, trattengo il fiato. Ero troppo giovane ai tempi di Chernobyl, ma mia madre mi ha raccontato che è stato terribile. Anche qui nel nord italia non si poteva mangiare l’insalata per esempio. Consiglio di leggere l’inteso articolo di Rampini.

Questo

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World Water Day 2011

Il 22 Marzo è stato eletto come “Giornata Mondiale Del’Acqua”. Tema scottante in un mondo in cui i deserti avanzano, i ghiacci si sciolgono e il privato vuole mettere mano sulle risorse idriche. Un paese in cui si compra l’acqua in bottiglia pagandola una ofrtuna solo perché alla pubblicità ci dicono che ci depura. Un momento storico in cui bisognerebbe fare il possibile per tutelare il pianeta… si comprano bottiglie di palstica che arrivano dall’altra parte del paese. Anni fa Frankie Hi-NRG aveva scritto una serie di versi sulla questione… La canzone era “Gli Accontentabili” e recitava:

“lei che si preoccupa della ritenzione idrica, ed acquista l’acqua liposodica,
con sorgente a centinaia di chilometri da dove abita, perchè pensa alla sua linea piuttosto che ai polmoni di chi vive lungo tutto il tragitto, che o trattiene il fiato e quindi se ne sta zitto, o si fa l’aereosol col gas del tir, e ad ogni respiro fa un bel tiro di marmitta retrofit, compra qualunque cosa le propongano, basta che contenga almeno un ingrediente esotico, sottoforma di un aroma chimico, di un nome che richiami il tropico, di un viaggio caraibico, sorteggiato tra chi supererà la prova d’acquisto, tra chi compilerà il tagliando giusto, scambiando i propri dati con un paio di infradito orrende, restando a casa solo in compagnia delle indie.”

E’ assurdo…

Mi sto organizzando per andare qui

Trattasi di una serie di eventi, conferenze e laboratori promossi dall’UN-WWAP (dove WWAP, sta per World Water Assessment Programme o WWDR – World Water Development Report).
L’idea è quella di formare una sorta di “comunicatori militanti” in grado di, appunto…comunicare in modo corretto tutto quello che concerne le tematiche dell’acqua.

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A Pier Paolo Pasolini.

Sto leggendo Petrolio. E’ un libro difficile che ti fa precipitare in un vortice di morbosità e malessere. Si parla molto di sesso, di violenza, d’incesti e piano piano leggi e capisci che tutto è una metafora. Sai che esiste un differente livello, rispetto a quello della linea narrativa oggettiva. Sai che Pasolini ti sta parlando d’altro… Di cosa? Si dice che sia morto per questo. Per quell’Appunto 21 che è stato smarrito. Rimane il fatto che in quel periodo, diverse persone sono morte… Pasolini, Mattei, De Mauro… Petrolio, il romanzo, è rimasto incompiuto e così anche la mia sete di conoscenza. Non riesco a smettere di chiedermi: COSA VOLEVA RACCONTARCI PER DAVVERO???

Quello che rimane è lui: Pier Paolo Pasolini, il volto è un’icona, italiano e personalmente mi fa sperare che anche in questo paese si possano “partorire” grandi uomini, grandi artisti e grandi idee… se c’è stato un tempo in cui era possibile girare un film come Salò, sono convinto che sia necessario lottare affinché i Pasolini contemporanei non fuggano all’estero o non finiscano per fare le fiction in tv. Un artista totale, che ha sperimentato quasi tutte le forme di arte possibile, non è mai stato schiavo dell’ideologia pur scrivendo dei romanzi e delle poesie sociali.

Ho cominciato a conoscere Pasolini grazie a questo libro…

Di Davide Toffolo (il cantante dei Tre Allegri Ragaziz Morti) ed edito dalla Coconino Press nel 2005.

L’innamoramento… se così si può dire, di Toffolo per Pasolini è qualcosa d’importante. Il diffondere e far conoscere Pasolini ai più giovani (come è stato per me) è davvero un’azione che merita stima.

Esiste anche una performace che fonde musica, letteratura e fumetto…

 

 

Tre Allegri Ragazzi Morti-Pasolini. Un incontro.

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India>Bangalore>Oggi.

Penso ad un viaggio per questa estate. Penso all’India… uno stereotipo? Forse. Ma se un paese ha segnato intere generazioni di viaggiatori, credo che ci sarà una ragione. Sto leggendo sui vari siti i resoconti dei viaggi. Posso leggere interi “diari” di uominie donne qualunque che hanno voglia di condividere la loro esperienza. Leggo, prendo appunti e quando andrò lì sarà come viaggiare con un po’ di ognuno di loro con me. Il sapere del popolo del web, il conoscere collettivo a servizio del singolo…

Pensavo di visitare il sud dell’India… il Dahkan. Anni fa lessi un libro che mi colpì molto. Si chiama il Tappeto Rosso ed è di Lavanya Sankaran. Racconta di Priyamavda che vive negli Stati Uniti e i suoi genitori sono ricchi e integrati. Se non fosse per il colore della loro pelle, giureresti che sono americani. Priyamavda cerca le sue radici a Bangalore. Le trova in un dodicenne che accetta di diventare Bramino in cambio di un lettore cd. Ramu dopo una giovinezza all’insegna della promiscuità, si affida alla madre per cercare una buona moglie vergine. D’Costa sbircia i suoi vicini, una giovane coppia di professionisti. Lavorano entrambi nel campo dell’informatica. Loro sono moderni. Come moderna è la signora Chouhary: Raju è il suo autista e non tollera che la sera si faccia accompagnare al bar a bere con le sue amiche. Otto racconti indiani. Tre generazioni.

Ho acquistato questo libro… Appena lo leggo scriverò qualcosa in merito.

IL LIBRO
Nel periodo che va dall’Estate dell’amore a San Francisco e l’offensiva Tet dei vietcong in Vietnam, i Beatles, Donovan, un paio di Beach Boys, Mia Farrow (allora signora Sinatra) e pochi altri “figli dei fiori” si riunirono in un ashram ai piedi dell’Himalaya per meditare con il guru Maharishi, che diffuse in Occidente la Meditazione Trascendentale. In quelle due settimane sulle rive del Gange entrarono in contatto due mondi e da lì prese il via la profonda trasformazione culturale dei nostri tempi.
Fu un evento seguito nel mondo e salutato come il primo incontro tra la cultura pop occidentale e il misticismo orientale. Ma ciò che avvenne all’interno di questo santuario ben protetto è rimasto in parte e a lungo misterioso e oggetto di voci e speculazioni. I Beatles ad esempio dissero che scrissero lì alcune delle loro più importanti canzoni… eppure John Lennon ne uscì amareggiato.
Centinaia di giornalisti assediarono per giorni il santuario, ma uno solo fu ammesso all’interno: Lewis Lapham, un giovane esponente del movimento del new journalism, autore di alcuni tra i reportage più memorabili sulla guerra del Vietnam e sulla rivolta giovanile.
Ne nacque questo godibilissimo e illuminante racconto di cosa veramente successe in quei giorni, degli entusiasmi e delle incomprensioni dalle due parti, del confronto concreto tra due culture e due mondi che ancora oggi s’incrociano, si attraggono e si respingono.

 

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